35 anni dopo: la Vecchia Signora sotto la Torre pendente
L’inizio degli anni ’90 segna
cambiamenti definitivi nell’assetto europeo: il 26 dicembre del ’91 si sarebbe disciolta
l’Unione Sovietica, che aveva già ricevuto il colpo di grazia nel 1989, con la
caduta del muro di Berlino; il 3 ottobre 1990, a tre mesi dal nuovo anno, la Germania
torna unita, mentre il 15 gennaio 1991 inizia la prima guerra del Golfo, che
oppone l’Iraq di Saddam Hussein alle forze dell’ONU, guidate dagli Stati Uniti
di George Bush. Un’altra guerra, ben più lunga, prende corpo nel ’91, quella
nella ex Jugoslavia, che traccia un drammatico decennio nella vita del popolo
slavo. Per quanto riguarda l’Italia, segnaliamo una data storica: il 3
febbraio, giorno in cui il segretario del PCI, Achille Occhetto, annuncia il cambio
del nome del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra
(PDS).
Un anno, quindi, di grandi
fermenti e ribaltamenti politici e sociali. Nello sport, invece? Un evento sconvolge
il basket, cioè il ritiro dai campi da parte di “Magic” Johnson, che annuncia
al mondo la propria positività al virus HIV. Nel calcio, il campionato italiano
è il più forte e competitivo in circolazione; nonostante la scottante
bruciatura dei mondiali di Italia ’90, il nostro movimento si consola con le
squadre di club: nella stagione 1989/90, infatti, il Milan vince la Coppa dei
Campioni, la Juventus la Coppa Uefa e la Sampdoria la Coppa delle Coppe. In
serie A militano campioni assoluti: Maradona e Careca al Napoli, Gullit, Van Basten
e Rijkaard nel Milan, Matthaus, Brehme, Klinsmann nell’Inter, Vialli e Mancini
nella Sampdoria (che, nel maggio ’91, si sarebbe laureata campione d’Italia),
Baggio, Julio Cesar, Casiraghi, Haessler e Schillaci nella Juventus.
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| Roberto Baggio in azione in Pisa - Juventus |
Proprio la Vecchia Signora si
presenta ai nastri di partenza del campionato con i galloni della favorita,
assieme a Napoli, Inter e Milan, dopo un calciomercato faraonico: arrivano,
infatti, Roberto Baggio, Thomas Hassler, Julio Cesar e Paolo Di Canio, stelle
di una rosa che, guidata dal nuovo profeta del calcio, Gigi Maifredi, ha il
compito di vincere e far divertire. L’epilogo, però, sarà ben diverso dalle
premesse: dopo un buon girone d’andata, i bianconeri si squagliano e
defenestrano, di fatto, il loro allenatore, che porterà in fondo al torneo la
squadra, piazzandola soltanto al settimo posto, vale a dire fuori dalle
posizioni utili per le qualificazioni alle coppe europee dell’anno successivo.
Ma in quel 13 gennaio 1991, la
Juventus, ancora ai piani alti della classifica, è chiamata a Pisa, sul campo
di una neopromossa, già in passato protagonista nella massima serie; i
nerazzurri, guidati da Mister Luca Giannini e con la supervisione tecnica di
Mircea Lucescu, formano una rosa con giocatori che, negli anni successivi,
avrebbero militato in grandi squadre: Josè Chamot, Diego Simeone, detto “el
Cholo”, Michele Padovano, oltre ai giovani Alessandro Calori, Aldo Dolcetti,
Paolo Cristallini, Marco Ferrante e Lamberto Piovanelli. I toscani, nonostante
le buone aspettative, retrocedono subito in serie B, dovendo aspettare appunto
35 anni per ritornare in A e riaffrontare, come succederà stasera, la Juventus.
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| La formazione del Pisa 1990-91 |
Quel gennaio ’91 è un trionfo
bianconero: la Juventus si impone 5 a 1, versando nelle flûtes dei tifosi il
tanto atteso champagne maifrediano: Baggio e Casiraghi menano le danze, mentre
il gol della bandiera pisana è siglato da Simeone. Riportiamo il tabellino
completo di quella partita, ormai finita nei polverosi archivi della storia, ma
che ci fa pensare a un calcio romantico e appassionante, che tanto ci manca.
13 gennaio 1991, 16^ giornata di
andata del campionato di serie A 1990-91
PISA – JUVENTUS 1-5 (20’ Casiraghi,
37’ Baggio, 49’ Casiraghi, 59’ Simeone, 73’ Casiraghi, 80’ Baggio)
PISA: 1Simoni, 2Fiorentini (45’ 15Cristallini),
3Lucarelli, 4Argentesi ©, 5Pullo, 6Boccafresca (70’ 16Larsen), 7Neri, 8Simeone,
9Padovano, 10Dolcetti, 11Bosco. A disp.: 12Lazzarini, 13Calori, 14Chamot. All.
L. Giannini – M. Lucescu.
JUVENTUS: 1Tacconi ©, 2Galia,
3Julio Cesar, 4Corini (74’ 15Fortunato), 5De Marchi, 6De Agostini, 7Haessler,
8Marocchi (81’ 14Alessio), 9Casiraghi, 10Baggio, Schillaci. A disp.:
12Bonaiuti, 13D. Bonetti, 16Di Canio. All. L. Maifredi.
Arbitro: sig. Amendolia.
Spettatori: 21000 circa.
di Fabio Pagani
(c) Riproduzione riservata


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