35 anni dopo: la Vecchia Signora sotto la Torre pendente

Questa sera, allo stadio “Romeo Anconetani” (già “Arena Garibaldi”) di Pisa si giocherà una partita dal richiamo storico. Sì, proprio così: l’ultimo Pisa – Juventus risale al 13 gennaio 1991, ormai 35 anni fa. Un’epoca completamente diversa dalla nostra, nonostante non sia trascorso troppo tempo da allora; ma, come scriveva il filosofo francese Bergson, il tempo ha due dimensioni, una quantitativa e l’altra qualitativa e naturalmente, dal 1991 ad oggi, la qualità ha prevalso sulla quantità.

L’inizio degli anni ’90 segna cambiamenti definitivi nell’assetto europeo: il 26 dicembre del ’91 si sarebbe disciolta l’Unione Sovietica, che aveva già ricevuto il colpo di grazia nel 1989, con la caduta del muro di Berlino; il 3 ottobre 1990, a tre mesi dal nuovo anno, la Germania torna unita, mentre il 15 gennaio 1991 inizia la prima guerra del Golfo, che oppone l’Iraq di Saddam Hussein alle forze dell’ONU, guidate dagli Stati Uniti di George Bush. Un’altra guerra, ben più lunga, prende corpo nel ’91, quella nella ex Jugoslavia, che traccia un drammatico decennio nella vita del popolo slavo. Per quanto riguarda l’Italia, segnaliamo una data storica: il 3 febbraio, giorno in cui il segretario del PCI, Achille Occhetto, annuncia il cambio del nome del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra (PDS).

Un anno, quindi, di grandi fermenti e ribaltamenti politici e sociali. Nello sport, invece? Un evento sconvolge il basket, cioè il ritiro dai campi da parte di “Magic” Johnson, che annuncia al mondo la propria positività al virus HIV. Nel calcio, il campionato italiano è il più forte e competitivo in circolazione; nonostante la scottante bruciatura dei mondiali di Italia ’90, il nostro movimento si consola con le squadre di club: nella stagione 1989/90, infatti, il Milan vince la Coppa dei Campioni, la Juventus la Coppa Uefa e la Sampdoria la Coppa delle Coppe. In serie A militano campioni assoluti: Maradona e Careca al Napoli, Gullit, Van Basten e Rijkaard nel Milan, Matthaus, Brehme, Klinsmann nell’Inter, Vialli e Mancini nella Sampdoria (che, nel maggio ’91, si sarebbe laureata campione d’Italia), Baggio, Julio Cesar, Casiraghi, Haessler e Schillaci nella Juventus.

Roberto Baggio in azione in Pisa - Juventus

Proprio la Vecchia Signora si presenta ai nastri di partenza del campionato con i galloni della favorita, assieme a Napoli, Inter e Milan, dopo un calciomercato faraonico: arrivano, infatti, Roberto Baggio, Thomas Hassler, Julio Cesar e Paolo Di Canio, stelle di una rosa che, guidata dal nuovo profeta del calcio, Gigi Maifredi, ha il compito di vincere e far divertire. L’epilogo, però, sarà ben diverso dalle premesse: dopo un buon girone d’andata, i bianconeri si squagliano e defenestrano, di fatto, il loro allenatore, che porterà in fondo al torneo la squadra, piazzandola soltanto al settimo posto, vale a dire fuori dalle posizioni utili per le qualificazioni alle coppe europee dell’anno successivo.

Ma in quel 13 gennaio 1991, la Juventus, ancora ai piani alti della classifica, è chiamata a Pisa, sul campo di una neopromossa, già in passato protagonista nella massima serie; i nerazzurri, guidati da Mister Luca Giannini e con la supervisione tecnica di Mircea Lucescu, formano una rosa con giocatori che, negli anni successivi, avrebbero militato in grandi squadre: Josè Chamot, Diego Simeone, detto “el Cholo”, Michele Padovano, oltre ai giovani Alessandro Calori, Aldo Dolcetti, Paolo Cristallini, Marco Ferrante e Lamberto Piovanelli. I toscani, nonostante le buone aspettative, retrocedono subito in serie B, dovendo aspettare appunto 35 anni per ritornare in A e riaffrontare, come succederà stasera, la Juventus.

La formazione del Pisa 1990-91

Quel gennaio ’91 è un trionfo bianconero: la Juventus si impone 5 a 1, versando nelle flûtes dei tifosi il tanto atteso champagne maifrediano: Baggio e Casiraghi menano le danze, mentre il gol della bandiera pisana è siglato da Simeone. Riportiamo il tabellino completo di quella partita, ormai finita nei polverosi archivi della storia, ma che ci fa pensare a un calcio romantico e appassionante, che tanto ci manca.

13 gennaio 1991, 16^ giornata di andata del campionato di serie A 1990-91

PISA – JUVENTUS 1-5 (20’ Casiraghi, 37’ Baggio, 49’ Casiraghi, 59’ Simeone, 73’ Casiraghi, 80’ Baggio)

PISA: 1Simoni, 2Fiorentini (45’ 15Cristallini), 3Lucarelli, 4Argentesi ©, 5Pullo, 6Boccafresca (70’ 16Larsen), 7Neri, 8Simeone, 9Padovano, 10Dolcetti, 11Bosco. A disp.: 12Lazzarini, 13Calori, 14Chamot. All. L. Giannini – M. Lucescu.

JUVENTUS: 1Tacconi ©, 2Galia, 3Julio Cesar, 4Corini (74’ 15Fortunato), 5De Marchi, 6De Agostini, 7Haessler, 8Marocchi (81’ 14Alessio), 9Casiraghi, 10Baggio, Schillaci. A disp.: 12Bonaiuti, 13D. Bonetti, 16Di Canio. All. L. Maifredi.

Arbitro: sig. Amendolia.

Spettatori: 21000 circa.

di Fabio Pagani

(c) Riproduzione riservata

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