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"A te la linea". Il 2 gennaio 1960 nasce "Tutto il calcio minuto per minuto"

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Il 2 gennaio 1960 debutta in radio la trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”, un vero cult per gli appassionati del pallone. Un’epoca ormai lontana, forse rimpianta da qualcuno, o più di uno, ma che non tornerà. I motivi li conosciamo bene: il calcio è un business e il suo sistema non può accettare la contemporaneità delle partite perché ciò comporterebbe meno ascolti, minor “giro”, pochi abbonamenti alle piattaforme streaming o pay tv. Un tentativo romantico è stato fatto alla penultima giornata della stagione di serie A 2024/25, quando (quasi) tutte le partite, ad eccezione di Genoa – Atalanta, si sono disputate alla stessa ora, le 20.45; questo non tanto per un gusto nostalgico, quanto per garantire trasparenza e regolarità al rush finale del campionato. A livello di ascolti, però, è emerso un dato netto e incontrovertibile: il calcio “spezzatino” rende di più, in termini di introiti televisivi, rispetto a quello sincrono. La contemporaneità non avveniva da ben 15 anni e i...

35 anni dopo: la Vecchia Signora sotto la Torre pendente

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Questa sera, allo stadio “Romeo Anconetani” (già “Arena Garibaldi”) di Pisa si giocherà una partita dal richiamo storico. Sì, proprio così: l’ultimo Pisa – Juventus risale al 13 gennaio 1991, ormai 35 anni fa. Un’epoca completamente diversa dalla nostra, nonostante non sia trascorso troppo tempo da allora; ma, come scriveva il filosofo francese Bergson, il tempo ha due dimensioni, una quantitativa e l’altra qualitativa e naturalmente, dal 1991 ad oggi, la qualità ha prevalso sulla quantità. L’inizio degli anni ’90 segna cambiamenti definitivi nell’assetto europeo: il 26 dicembre del ’91 si sarebbe disciolta l’Unione Sovietica, che aveva già ricevuto il colpo di grazia nel 1989, con la caduta del muro di Berlino; il 3 ottobre 1990, a tre mesi dal nuovo anno, la Germania torna unita, mentre il 15 gennaio 1991 inizia la prima guerra del Golfo, che oppone l’Iraq di Saddam Hussein alle forze dell’ONU, guidate dagli Stati Uniti di George Bush. Un’altra guerra, ben più lunga, prende corpo nel...

Italia '90: le nostre "Notti Magiche" di cristallo

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L’8 luglio di 35 anni fa si chiudevano i mondiali di calcio di Italia ’90. Molto più di una semplice manifestazione sportiva. "Ciao", la mascotte dei mondiali Quella sera, allo stadio “Olimpico” di Roma, scesero in campo Argentina e Germania in una finale che, noi italiani, avremmo dovuto e voluto disputare: ci furono fatali i calci di rigore nella semifinale contro i sudamericani, giocata a Napoli, nel regno di Maradona. Il mondiale lo vinsero i tedeschi, destinati a vendicarci battendo la nazionale albiceleste con un tiro dagli undici metri trasformato dal compianto Andreas Brehme. Maradona e Matth ä us , capitani di Argentina e Germania nella finale Quella coppa del mondo rappresentava la chiusura del cerchio di un decennio, quello degli anni ’80, che per l’Italia voleva dire benessere, denaro, opulenza: uscito dagli “anni di piombo”, il Paese rinacque, pur portando dentro di sé le proprie naturali contraddizioni; in politica vi fu il primo governo socialista della stori...

La partita da sogno...

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Stadio “Dino Manuzzi” o, se preferite, “Orogel Stadium”, ore 15.00. Va in scena il derby della fantasia, della mente che può viverlo, giocarlo, sacramentarlo. Oramai solo questo ci resta. E’ una splendida giornata di sole su Cesena: sugli spalti circa 8mila persone, con nutrita rappresentanza giallorossa. Ah, dimenticavo un piccolo dettaglio: va in scena Cesena – Ravenna, ma penso si fosse capito. Entrambe le compagini non se la stanno passando benissimo: i bianconeri a 30 punti, i bizantini, in piena zona play – out, a 27. Sfida salvezza, fondamentale per entrambi. La curva “Mare”, quella delle “Weiss Schwarz Brigaden”, tira fuori la voce ed intona l’inno del Cesena, mentre le due squadre stanno per entrare sul terreno di gioco. Il settore ospite, popolato da circa 800 tifosi, risponde con un sonoro “la Romagna siamo noi!”. E’ un trionfo di sciarpe, vessilli, labari e di sani “vaffanculo”. In questo momento di massima libidine mi tornano in mente certi derby del passato,...

UN SOGNO CHIAMATO JUVENTUS - Cento anni di eroi e vittorie bianconere

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Oggi, spinti forse dall’onda delle emozioni della scorsa serata di Coppa Campioni, vogliamo recensire la storia raccontata dal popolare opinionista, nonché raffinato scrittore, Giampiero Mughini, vale a dire un libro di emozioni e ricordi che tracciano, in positivo e negativo, i sentimenti di ogni juventino. Ci perdonerete se, per una volta, abbandoniamo il mondo dei Classici e diventiamo profani! Mughini ci parla di un mito, di una squadra che incarna da sempre la vittoria e il prestigio. Sin dall’età di sei anni, quando giocava a calcio con le figurine di carta che ritraevano i grandi campioni bianconeri, Mughini fa parte di quei dieci milioni e passa di italiani che ardono di passione per la Juventus. La Vecchia Signora del nostro calcio vede la luce il 1 novembre 1897 quando, su una panchina di corso Re Umberto, un gruppo di studenti del liceo torinese “D’Azeglio” fonda lo “Sport Club Juventus”, divenuto “Juventus Football Club” nel 1899. Meno male che non furono considerate  ...