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ANTICHI, MA… MODERNI. FILOSTRATO, “MISTER” DEL 200 d.C.

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L'estate è tempo di preparazione e ritiri; e proprio adesso gli allenatori, insieme al proprio staff tecnico, si scatenano a ritmo di ripetute, corsa e palestra. Niente di nuovo. Qualcuno, quasi 2000 anni fa, aveva già capito tutto. Polimestore, Glauco, Amesìna… Bei nomi, prima di tutto, ma anche eccellenti atleti. Secondo gli antichi, che concepivano l’allenamento ginnico come aspetto fondamentale per un vivere sano, l’esercizio fisico doveva essere quotidiano e prevedeva una “tabella” così composta: sollevamento dei pesi, gare di velocità con cavalli e lepri, raddrizzamento di sbarre di ferro battuto, mentre nel corso di altre sedute questi atleti del tempo che fu si dilettavano a farsi trainare da potenti tori da giogo e a domare addirittura leoni prendendoli per il collo. A raccontare tali aneddoti è Filostrato di Lemno , un sofista vissuto nel terzo secolo dopo Cristo; questo personaggio ha scritto un libretto, “ IL MANUALE DELL’ALLENATORE ”, nel quale sono elencate tutte le n...

Mondiali al via: entusiasmo, ma poca qualità (per ora)

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Ha preso il via l’edizione numero 23 della Coppa del Mondo di calcio. Il teatro è il continente americano, fra Canada, Messico e Stati Uniti. 48 squadre, cornice eccezionale, pubblico entusiasta. Ma la qualità? A.A.A. cercasi. Le prime partite stanno evidenziando un livello di gioco alquanto modesto: abbiamo ancora negli occhi il match inaugurale fra Messico e Sud Africa, nel quale i “Bafana Bafana” non sono stati capaci di azzeccare un passaggio che fosse uno. Di contro, i messicani parevano dei marziani. Tanti gli errori tecnici, anche in Corea del Sud – Rep. Ceca, così come in Canada – Bosnia; e che dire del poker a stelle e strisce al Paraguay? Fra autogol e sbagli pacchiani, gli USA hanno trionfato e, visto il livello generale del torneo, pur non essendo una rappresentativa di primissima fascia, potrebbero arrivare molto avanti. È vero anche che le big devono ancora scendere in campo: il loro giorno è domani, domenica 14 giugno: Brasile, Germania e Olanda sono molto attese. I ...

Bentornato, Baracca Lugo!

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Nasce il Baracca Lugo . Sì, non è questa un’operazione “nostalgia”, ma un’iniziativa che guarda al futuro. Il nome è quello che fa ancora palpitare i cuori degli sportivi lughesi: lo storico “Baracca”, fondato nel 1909 e protagonista di ben 22 stagioni fra i professionisti, si è spento nel 2015, lasciando per un decennio un vuoto significativo in città. Una squadra che ha avuto notorietà anche grazie al cinema: non dimentichiamo, infatti, che i colori e l’ambientazione de “Il Presidente del Borgorosso Football Club” di Alberto Sordi erano chiaramente ispirati al Baracca Lugo e alla sua città. Inutile ricordare i tanti campioni transitati fra le fila bianconere: da Valerio Spadoni ad Antonio Buscè, da Stefano Bettarini a Francesco Palmieri e Roberto Policano, senza dimenticare Francesco Zizzari e, naturalmente, mister Alberto Zaccheroni , condottiero nella straordinaria annata 1989/90, quella che portò il Baracca Lugo in serie C1 (all’epoca non esisteva la Lega Pro, ma terza e quar...

Lezioni di calcio a Castel Maggiore: il prestigioso stage della Conti Ballarini Training Group

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  Fra gli ospiti ci sarà anche Gianluca Zambrotta. Appuntamento il 6 e 7 giugno Castel Maggiore, ombelico del mondo del calcio italiano. Sì, sarà proprio così: il 6 e 7 giugno prossimi, infatti, la Conti Ballarini Training Group - Maestri di tecnica organizzerà nella cittadina bolognese uno stage intensivo finalizzato allo sviluppo di teoria e pratica degli allenamenti, ma non solo: centrale sarà anche il tema, quanto mai attuale, dei settori giovanili e, per farlo, saranno presenti relatori e ospiti di grande pregio. Da Gianluca Zambrotta, ex calciatore di Juventus, Milan e Barcellona e campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006, a Massimiliano Favo, Commissario tecnico della Nazionale under 18 e di recente premiato come miglior allenatore giovanile; si prosegue con Valerio Chiatti, responsabile della scuola calcio del Bologna F.C. e con Luigi Piangerelli, ex calciatore professionista e ora coordinatore delle attività di base della stessa società rossoblu. Con Gio...

Educare al gioco, non al risultato!

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Il nostro editoriale sullo scottante tema della ricostruzione del calcio italiano “ L’allenatore si sputa in una mano prima di dare il “cinque” di saluto: sfiorata la rissa tra genitori al torneo giovanile di calcio ”. Questo è il titolo dell’articolo che il “ Corriere di Romagna ” dedica oggi, martedì 7 aprile, ad un increscioso, ma quantomai tristemente attuale, fatto accaduto sabato scorso a Savio, nel ravennate. Il torneo in questione era la “ Ravenna Cup ”, competizione che raccoglieva squadre dall’Italia e dall’Europa, formate da bambini nati fra il 2013 e il 2018. Il livello di agonismo è andato oltre ogni ragionevole limite e si è tradotto in una serie di commenti, insulti e offese che, soltanto per puro caso, non si sono trasformati in rissa. Alla faccia del fair play !  Quello educativo è un tema sempre verde e non può smarcarsi dalle evidenze del calcio dei “grandi”, anche alla luce dell’ennesimo fallimento della Nazionale; il tanto auspicato ribaltone ai vertici della f...

Nazionale, fenomenologia di un fallimento

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Nel mondo classico c’erano le tre Parche, divinità del destino: Cloto prendeva in mano il filo della vita, Lachesi determinava la sorte della stessa e Atropo ne portava la morte. Evidentemente, dal 2017 ad oggi, vita e sorte degli Azzurri sono state condotte dal fato ad una fine che ci piace determinare come tragicomica. Errori ripetuti, reiterati, nessuna reale volontà di investire nei giovani, soltanto parole buttate al vento. Le tre Parche L’Italia del calcio arriva in ritardo anche all’appuntamento americano, dopo aver dato buca a quello russo nel 2018 e al qatariota nel 2022; la nostra Nazionale è ormai diventata il paradigma dell’umorismo pirandelliano, nella fattispecie declinato in quell’anziana signora che, non accettando la vecchiaia, gira per la strada con abiti da ventenne, inciampando, cadendo e suscitando lo scherno dei passanti. Oggi il proscenio è occupato dal consueto melodramma post disfatta: invochiamo le dimissioni dell’incollatissimo e poltronissimo presidente ...

Bosnia - Italia, prendiamo esempio (forse) da Fantozzi

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“E mi raccomando, Pina, stacca il telef... Driiin driiin!” Chi non ricorda questa celeberrima battuta? Rinfreschiamoci la memoria: Ne “ Il secondo tragico Fantozzi ”, firmato da Luciano Salce, il ragionier Ugo si barrica in casa nella serata di sabato 18 (non è dato sapere il mese...) perché, dalle ore 20.25, in diretta da Wembley, verrà trasmessa la partita valevole per le qualificazioni mondiali fra Inghilterra e Italia. Il programma di Fantozzi è il seguente: vestaglione di flanella, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di "Peroni" gelata, tifo indiavolato e rutto libero! Fantozzi mentre mangia la frittatona di cipolle Ma i piani del povero ragioniere verranno stravolti dalla telefonata del collega Filini, che annuncia all'amico l'obbligo di recarsi al cinema per vedere un film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco (sostituito, in realtà, dall'ennesima proiezione della “ Corazzata Potëmkin ”). Domani sera, saremo tutti un po' Fa...

Un film dall’epilogo scontato

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In Champions League va avanti soltanto l’Atalanta. Fuori, invece, Napoli (ai gironi), Inter e Juventus (ai play off). Resistono, al momento, in Europa League la Roma e il Bologna e la Fiorentina in Conference League. Ormai siamo abituati e ci siamo abituati ad uno stato di cose che viene da lontano. Proprio ieri, conversando con un amico che non si capacitava del fatto che il Bodo Glimt avesse eliminato, con merito, l’Inter, gli rispondevo che la Norvegia, da diversi anni, ha investito nei vivai e ha allevato calciatori di livello internazionale, a partire dal centravanti più forte del mondo, Haaland. In Italia, questo non si fa: si preferisce acquistare giovani stranieri, perché costano meno, più che credere nei ragazzi dei vivai; non c’è progettualità, manca la prospettiva. Il nostro calcio è malato e non è casuale il fatto che Roberto Baggio, chiamato qualche anno fa a risollevare i settori giovanili, dopo pochi mesi avesse rimesso l’incarico a fronte di un modus operandi e cogitan...