Bosnia - Italia, prendiamo esempio (forse) da Fantozzi

“E mi raccomando, Pina, stacca il telef... Driiin driiin!”

Chi non ricorda questa celeberrima battuta? Rinfreschiamoci la memoria: Ne “Il secondo tragico Fantozzi”, firmato da Luciano Salce, il ragionier Ugo si barrica in casa nella serata di sabato 18 (non è dato sapere il mese...) perché, dalle ore 20.25, in diretta da Wembley, verrà trasmessa la partita valevole per le qualificazioni mondiali fra Inghilterra e Italia.

Il programma di Fantozzi è il seguente: vestaglione di flanella, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di "Peroni" gelata, tifo indiavolato e rutto libero!

Fantozzi mentre mangia la frittatona di cipolle

Ma i piani del povero ragioniere verranno stravolti dalla telefonata del collega Filini, che annuncia all'amico l'obbligo di recarsi al cinema per vedere un film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco (sostituito, in realtà, dall'ennesima proiezione della “Corazzata Potëmkin”).

Domani sera, saremo tutti un po' Fantozzi, almeno nella configurazione iniziale del piano gara: la partita contro la Bosnia, infatti, non solo vale come biglietto di andata per la coppa del mondo a stelle e strisce, ma entra di diritto in quella tipologia di sfide che odorano ancora di epicità. Sarà per lo stadio che la federazione bosniaca ha scelto, il catino di Zenica, che può contenere poco meno di 16mila persone e che è circondato da palazzine dalle quali i residenti possono vedere la partita. Inoltre, gli spalti sono vetusti, ci sono i gradoni in pietra corrosa dal tempo, le misure di sicurezza lasciano molto a desiderare e il clima meteorologico è ostile: neve e gelo si mescoleranno al tifo infuocato dei sostenitori bosniaci.

Lo stadio "Polje" di Zenica

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per tornare indietro nel tempo, a quando la Nazionale andava a giocarsi punti pesanti nell'Est Europa sovietico, nella diffidenza generale.

Augurandoci che le cose volgano per il meglio in favore degli Azzurri, anche perché, dopo due mondiali visti dal divano, l'Italia non può permettersi un terzo fallimento, domani sera ci sentiremo tutti quanti un po' come il ragionier Fantozzi: e, mi raccomando, staccate i telefonini!

di Fabio Pagani

(c) Riproduzione riservata

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