Calcio e lingua, un binomio da (ri)scoprire
In occasione dell’anniversario della nascita della Nazionale di calcio italiana (13 gennaio 1910), giochiamo un po’ con il lessico calcistico: sono molte le parole che abbiamo imparato a conoscere grazie allo sport.
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| La prima Nazionale italiana (1910) |
Partiamo!
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Calciomercato: complesso di incontri, riunioni e
simili durante i quali si tratta la compravendita di calciatori;
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Contropiede: nel calcio, nella pallacanestro e
simili, azione rapida di contrattacco che sorprende la squadra avversaria mentre
avanza. Oggi, i giornalisti televisivi prediligono un’espressione analoga, “ripartenza”;
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Assist: nel calcio, nel basket e simili, ultimo
passaggio che dà, a chi lo riceve, buone possibilità di segnare. Al suo posto,
a volte, si utilizzano surrogati come “ultimo passaggio”, “passaggio vincente”
oppure metafore come “ha scartato un cioccolatino”, ad indicare la perfetta
confezione del servizio che ha messo il compagno di squadra nelle condizioni di
fare punto;
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Carambola: nel calcio, tiro del pallone che,
dopo essere rimbalzato su uno o più giocatori, assume una traiettoria deviata;
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Cannoniere: figurato (viene, infatti, dal gergo
bellico), nel calcio è l’attaccante che segna molti gol. Oggi caduto in disuso,
gli viene preferito “bomber”, che altro non è che la sua versione inglese, oppure "goleador;
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Derby: per estensione, competizione che riguarda
squadre della stessa città, provincia o regione. Deriva dalla contea di Derby,
in Inghilterra, dove, a partire dal 1780, il conte Stanley istituisce il primo
derby ippico;
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| Mazzola e Rivera prima del derby Inter - Milan |
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Dribbling: nel calcio e simili, è l’azione di
scartare con abilità l’avversario con finte e piccoli tocchi, mantenendo il
possesso del pallone. Alla parola sono spesso associati aggettivi ridondanti: “secco”,
“ubriacante”, ecc.
di Fabio Pagani
(c) Riproduzione riservata


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