Ravenna, non ti deprimere: il bello deve ancora venire!

Il risultato finale, nel complesso delle due partite, rispecchia i valori delle squadre. La Salernitana supera, con merito, l’ostacolo Ravenna e approda in semifinale.

Nel match d’andata, i granata hanno sottoposto la difesa giallorossa ad una forte pressione, soprattutto nella prima mezz’ora; Lescano, Ferrari, Ferraris, Cabianca e Villa sono state spine molto appuntite contro le quali i ravennati hanno comunque posto una valorosa resistenza, chiudendo all’intervallo sullo 0 a 0.

Nella ripresa, grazie anche alle sostituzioni operate da Mandorlini, la squadra ha prodotto gioco e occasioni, venendo poi colpita da due reti che l’hanno condannata all’impresa impossibile nella gara di ritorno. Le statistiche della sfida dell’Arechi dicono che la Salernitana ha tirato in porta 8 volte contro le 2 del Ravenna, con 17 tentativi totali a rete contro i 9 bizantini. L’impressione emersa è stata quella di un mismatch di valori in campo, al di là dei numeri, anche sulla struttura fisica e sulle qualità tecniche di centrocampo e attacco.

La splendida coreografia della curva Mero (foto Argnani)

Al Benelli, le sensazioni dell’andata sono state tutte confermate. Non va, però, derubricato in secondo piano il discutibile arbitraggio del sig. Mastrodomenico, che non espelle “el loco” Ferrari al 1’ minuto di gioco per la manata volontaria sul viso di Donati. L’inerzia della partita sarebbe cambiata. E poi, in generale, sono state diverse le situazioni in cui il direttore di gara non ha fischiato falli evidenti, dimostrando una tendenza non propriamente casalinga. Non vogliamo cercare alibi, sia chiaro, perchè la vittoria della Salernitana è stata limpida e meritata; difesa compatta, centrocampo solido con De Boer e Tascone in mediana e Cabianca e Villa sulle fasce, attacco vivo con il trio Lescano (non le sorelle cantanti degli anni ’30, ma il bomber argentino), Ferrari e Ferraris. Il Ravenna ha cercato di giocare sul fattore sorpresa, con Falbo titolare (non lo era da diverso tempo) per sfruttarne l’ottimo sinistro, Spini con Fischnaller e Matteo Mandorlini in mediana: panchina per Tenkorang e Bani, oltre a Rossetti (non in perfette condizioni). Insomma, la Salernitana ha vinto la partita del Benelli grazie alla maggior qualità della rosa (non dimentichiamo che i campani erano fra i pretendenti al primo posto in campionato) e ad una condizione fisica migliore di quella del Ravenna, arrivato al doppio confronto con tanti, troppi elementi fondamentali in precario stato di forma.

Bilancio: la stagione giallorossa è stata molto positiva. Questo non va dimenticato; al ritorno in serie C dopo 5 anni, il traguardo raggiunto non è da buttare, anzi: terzo posto in campionato, secondo turno nazionale dei play off e, soprattutto, il grande entusiasmo riportato in città. Lo stadio Benelli, da decenni, non era così pieno, così caldo, così emozionante.

Crediamo che si debba partire da questo patrimonio per impostare il futuro: mantenere alta l’adrenalina della piazza è la base di tutto e per farlo occorrerà investire su giocatori di categoria, su una rosa il più possibile formata da elementi di qualità. Meno scommesse, forse, più qualità nel complesso della rosa.

La società farà le proprie valutazioni (pare vicina la conferma di mister Mandorlini, ad esempio), ma siamo convinti che saprà metabolizzare gli eventuali errori compiuti quest’anno (ci stanno, ci mancherebbe) e, insieme al progetto di restyling dello stadio, imposterà un progetto tecnico di sicuro valore.

Come dicevano, un po’ per consolarsi, un po’ perché ci credono, diversi tifosi ieri sera dopo il novantesimo, “siamo solo all’inizio!”.

di Fabio Pagani

(c) Riproduzione riservata

 

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